Cinque modi di dire la stessa cosa
Cinque misure per una sola idea. I valori sono quelli della marcia che hai selezionato in questo momento.
Le cinque misure dicono la stessa cosa in unità diverse, e ognuna è nata per risolvere un problema. Il rapporto è il numero nudo, utile per confrontare trasmissioni senza guardare la ruota. Lo sviluppo metrico è quello che si usa in Europa perché lo si può immaginare: metri di strada. I pollici vengono dall'Ottocento e sopravvivono nel mondo anglosassone. Il guadagno aggiunge la pedivella, e la velocità aggiunge le tue gambe.
Se devi sceglierne una sola, scegli lo sviluppo metrico: è l'unica che include la ruota e che si può confrontare fra biciclette diverse. Usa il rapporto di guadagno quando confronti bici con pedivelle di lunghezza diversa, e i pollici solo quando parli con chi li usa.
Cadenza e ordine delle marce
Ogni marcia è una retta: la velocità in funzione del ritmo di gambe. La fascia segna la cadenza che hai indicato come tua.
Cos'è la cadenza e perché comanda
È il numero di giri di pedivella al minuto. La stessa potenza puoi darla con poca forza in fretta o con molta forza piano, e ognuno ha una fascia in cui gli costa meno: la maggior parte delle persone sta comoda fra 70 e 100 pedalate al minuto in pianura. Troppo lento carica ginocchia e muscoli; troppo veloce fa salire respiro e cuore. La trasmissione esiste proprio per tenerti dentro quella fascia mentre il terreno cambia.
Come leggere il grafico
Ogni linea è una marcia: per ogni cadenza, a che velocità vai. Le linee più inclinate sono i rapporti lunghi, che con un piccolo cambio di gambe ti danno molta velocità. La fascia ombreggiata è la cadenza che ti va bene, e il tratto di linea che ci cade dentro è l'intervallo di velocità in cui quella marcia ti serve.
Le marce doppie
Quando due linee si sovrappongono, hai due combinazioni che fanno praticamente la stessa cosa. Non sono un difetto grave — su qualsiasi 2x sono inevitabili — ma spiegano perché una trasmissione da 22 combinazioni non ti dà 22 marce: da un 50/34 con una 11-34 ne escono circa 17 diverse. È il numero da confrontare quando ti dicono che un gruppo ha più velocità di un altro.
A cosa serve l'ordine reale
L'ordine reale mette tutte le marce dalla più morbida alla più dura, che non è l'ordine che hai al manubrio. Ti dice quale tocca a ogni velocità e quali puoi saltare. Su un 2x, salire di marcia «sul serio» spesso significa cambiare corona e scendere di due pignoni insieme: qui è dove si vede.
Strada, gravel e MTB
Tutte e tre risolvono lo stesso problema con priorità opposte: la strada compra finezza di salti, la MTB compra gamma, e il gravel prova a comprare entrambe.
Le tre, una accanto all'altra
Valors habituals del mercatPerché la MTB accetta salti che su strada sarebbero inaccettabili
Sull'asfalto passi ore attorno a una potenza costante e la cadenza è la tua regolazione fine: un salto del 20% ti porta da 95 a 79 giri/min, e le gambe se ne accorgono subito. Per questo una cassetta da strada dedica metà dei pignoni ai primi quattro denti.
In montagna la velocità cambia di continuo e non tieni mai un regime abbastanza a lungo da soffrire un salto grosso. Quello che ti lascia davvero a piedi è arrivare su una rampa al 20% piena di sassi senza un rapporto abbastanza corto. Ecco perché si è imposta la 10-51 con salti fino al 20%: la gamma vale più della finezza.
1x contro 2x
Un 1x elimina i doppioni, il deragliatore anteriore e le catene incrociate, ma tutta la gamma deve uscire da dodici pignoni e i salti si ingrossano. Un 2x offre una ventina di combinazioni con salti fini, al prezzo di ripeterne un terzo e di dover pensare a quale corona stai usando. La colonna «marce utili» del calcolatore è esattamente questa discussione tradotta in un numero.
Anche il copertone cambia il rapporto
Una 29×2,4 misura circa 2.300 mm di circonferenza e una 700×28 circa 2.130: l'8% di differenza. Con la stessa corona e lo stesso pignone, la ruota da MTB è dell'8% più dura, come se avessi messo due denti in più sulla corona. Quando confronti montaggi di discipline diverse, guarda lo sviluppo metrico, non il rapporto.
E la resistenza del terreno
Cambiare disciplina qui non è cosmetico: la prova in salita passa a usare la resistenza al rotolamento e l'area frontale di ciascun terreno. Lo stesso rapporto, la stessa pendenza e gli stessi watt danno velocità e cadenze diverse su asfalto, su sterrato e su terra molle.
La pedivella
La MTB è scesa a 170 e 165 mm per guadagnare luce da terra ed evitare pedalate contro i sassi; la strada ci è arrivata per ragioni di posizione e cadenza. Il catalogo di guarniture in fondo riporta le misure abituali di ogni famiglia.
Cosa fanno davvero le pedivelle
La pedivella non cambia quanto avanzi: cambia la forza che devi fare e il cerchio che descrivono le tue ginocchia.
Con la stessa marcia, una pedivella più lunga ti dà più leva. Il rapporto di guadagno lo esprime: dividi il raggio della ruota per la lunghezza della pedivella e moltiplica per il rapporto totale. È l'unica delle cinque misure in cui compare la pedivella.
Cosa misura esattamente il numero
La pedivella è il braccio che va dall'asse del movimento centrale al pedale, e la misura è la distanza fra il centro dell'asse e il centro del foro dove si avvita il pedale. Di solito è incisa sulla faccia interna, vicino al pedale. Le misure abituali vanno da 165 a 175 mm a passi di 2,5, e i costruttori hanno iniziato a offrire 160 e meno.
Se le cambi, si muove anche la sella
La pedivella determina il punto più basso del pedale. Se ne monti una 5 mm più corta il piede non scende più tanto e il ginocchio resta più flesso per tutto il giro: devi alzare la sella di quegli stessi 5 mm per recuperare l'estensione che avevi. Molti provano le pedivelle corte senza toccare la sella, le trovano strane e ne traggono la conclusione sbagliata.
Quale ti tocca
Non esiste nessuna formula affidabile basata sull'altezza, per quante ne circolino. Quello che conta è se anca e ginocchio stanno comodi in cima al giro e che tipo di bici usi. La tendenza degli ultimi anni va verso pedivelle più corte anche per chi è alto, perché aprono l'angolo dell'anca, facilitano le cadenze alte e lasciano più luce da terra. Se stai bene così, cambiare non è una priorità: il grafico qui accanto ti dice quanto è piccola davvero la differenza.
La forza che arriva a terra
È qui che la pedivella diventa tangibile. La forza con cui la ruota spinge il suolo è la forza che applichi al pedale divisa per il rapporto di guadagno. Nient'altro: né il tuo peso, né la marca, né il materiale. Se spingi con 300 newton su una marcia di guadagno 3,0, al punto di contatto arrivano 100 newton, ed è quella cifra a decidere se vinci la pendenza o ti pianti.
Per questo una pedivella più corta con la stessa marcia lascia meno forza a terra: meno leva, guadagno più alto, divisione più grande. Per recuperarla devi abbassare il rapporto nella stessa proporzione.
Quello che non puoi conservare allo stesso tempo è la velocità. Se accorci la pedivella del 4% e abbassi il rapporto del 4%, la forza a terra torna la stessa, ma a parità di cadenza vai il 4% più piano. La velocità la recuperi pedalando il 4% più veloce, che è proprio quello che le pedivelle corte rendono più facile. Tutta la discussione sulle pedivelle corte sta in due frasi.
Cosa guadagni e cosa perdi
- Più lunga: meno forza sul pedale per la stessa rampa, ma il piede percorre più strada per giro e, a parità di cadenza, il ginocchio si flette di più e si muove più in fretta.
- Più corta: pedalate più compatte, più facile tenere cadenze alte e miglior angolo d'anca in posizione aerodinamica. In cambio, ogni pedalata chiede un po' più di forza.
- La differenza è piccola: passare da 175 a 165 mm sono 10 mm su 172, circa il 6%. Scendere di un solo pignone sulla cassetta spesso cambia la vita più che cambiare pedivelle.
Rapporto di guadagno secondo la pedivella
La ruota è l'ultimo moltiplicatore
Di tutta la ruota, il calcolo delle marce usa un solo numero. Vale la pena capire esattamente quale e da dove esce.
Conta solo la circonferenza di rotolamento
È la distanza che la bici percorre ogni volta che la ruota fa un giro completo. Il diametro, i pollici e il nome commerciale del copertone sono strade per arrivare a quel numero, non suoi sostituti. Quando confronti due biciclette, confronta circonferenze.
Il copertone entra due volte
La circonferenza è π per il diametro esterno, e il diametro esterno è quello del cerchio più l'altezza del copertone contata due volte, perché il copertone sta sopra e sotto. Un copertone da 28 mm non aggiunge 28 mm al diametro: ne aggiunge 56, che moltiplicati per π fanno 176 mm di circonferenza. È l'errore di calcolo più frequente.
I nomi commerciali non dicono nulla; l'ETRTO sì
700C, 29", 28", 27,5", 650B, 26"... sono nomi ereditati da paesi ed epoche diverse, e alcuni indicano esattamente lo stesso cerchio. L'ETRTO ci ha messo ordine con un solo numero: il diametro di appoggio del tallone, in millimetri. 622 è insieme 700C e 29". 584 è 650B e 27,5". 559 è la 26" classica. Due ruote con lo stesso numero ETRTO accettano gli stessi copertoni; due con lo stesso nome commerciale non necessariamente.
Lo standard che si sta scrivendo adesso: 686
La ruota da 32 pollici comparsa in Coppa del Mondo di MTB è ETRTO 686: 64 mm di diametro di cerchio in più di una 29", circa il 10% più grande. Con un copertone da 2,4 l'insieme fa circa 2.500 mm di circonferenza contro i 2.300 di una 29×2,4, e questo ha una conseguenza diretta che quasi non si dice: tutte le marce diventano il 9% più lunghe. Una corona da 32 su una 32 pollici sviluppa come una da 35 su una 29, per cui chi ci passa e vuole conservare il rapporto corto deve scendere a 29 o 30 denti. Nel selettore di cerchio ora ci sono il 686 e anche il 660, la misura 750D che gira nel gravel.
Perché il calcolo geometrico viene sempre un po' grande
Se moltiplichi alla cieca, esageri. La larghezza nominale non è quella reale: lo stesso copertone da 28 mm misura 30 su un cerchio interno largo e 27 su uno stretto. Un copertone largo non è nemmeno alto quanto è largo, perché il profilo si appiattisce. E sotto il tuo peso l'impronta cede. Per questo qui si applica una correzione che cresce con la larghezza, e per questo una circonferenza misurata batte sempre una calcolata.
Detto questo, la ruota non avanza di meno nella stessa proporzione in cui si schiaccia. La carcassa del copertone non si allunga: il battistrada svolge sempre la propria lunghezza, come un cingolo. Perciò la circonferenza reale resta vicina a quella geometrica e non a quella che suggerirebbe il raggio sotto carico: parliamo di millimetri, non di centimetri.
Cosa significa questo per le tue marce
La circonferenza moltiplica direttamente: se un cambio di ruota la alza dell'8%, tutte le tue marce diventano dell'8% più lunghe senza che sia cambiato un solo dente. Una 700×28 misura circa 2.130 mm e una 29×2,4 circa 2.300: esattamente quell'8%. Con la stessa corona da 34 e lo stesso pignone, la ruota da MTB chiede la forza di una da 37. E al contrario: passare una gravel da 700×40 a 650B×47 abbassa i rapporti di quasi il 4% senza comprare un solo pezzo di trasmissione.
Da dove esce il numero
La tua ruota disegnata in scala, e accanto la sua circonferenza srotolata: la distanza che percorre in un giro.
Dettagli che si dimenticano
- Una 29" e una 700C sono lo stesso cerchio: 622 mm. Tutta la differenza di sviluppo viene dallo spessore del copertone, non dalla ruota.
- Larghezza: passare da 25 a 32 mm aggiunge circa 45 mm di circonferenza. Poco, ma abbastanza da falsare il ciclocomputer se non lo ricalibri.
- Il ciclocomputer usa questo stesso numero: se lo imposti male non ti mente solo sulla velocità, ma anche sulla distanza e su tutto ciò che ne dipende.
- Come misurarla bene: segna la valvola, segna il suolo, fai un giro completo con il tuo peso sulla bici e misura fra i segni. È il numero che dà risultati affidabili.
Velocità con la marcia attuale
Stessa marcia, stessa cadenza: cambia solo la ruota.
Glossario
Le dodici parole che servono per seguire il resto della pagina e per parlare con il meccanico senza malintesi.
Corona
La ruota dentata davanti, quella che muovono le pedivelle. Più denti, marcia più dura.
Pignone
Ogni ruota dentata dietro. Più denti, marcia più morbida: al contrario della corona.
Cassetta
L'insieme dei pignoni montati sul mozzo. Una cassetta 11-34 ha il pignone piccolo da 11 denti e quello grande da 34.
Mozzo
Il corpo centrale della ruota. Se ha il cambio interno, un rotismo al suo interno moltiplica il rapporto di corona e pignone.
Deragliatore
Il braccio che spinge la catena da un pignone all'altro. Ha un limite di pignone massimo e di differenza totale di denti che riesce ad assorbire: è la capacità.
Rapporto
Corona divisa per pignone. Quanti giri fa la ruota per ogni giro di pedivella.
Sviluppo metrico
I metri che la bici percorre in una pedalata completa. Il rapporto moltiplicato per la circonferenza della ruota.
Cadenza
Giri di pedivella al minuto. La maggior parte delle persone sta comoda fra 70 e 100 in pianura, e più in basso in salita.
Gamma
Quanto distano la marcia più lunga e la più corta, in percentuale. 500% significa che la lunga è cinque volte la corta.
Salto
Il cambio di cadenza, in percentuale, provocato dal passaggio al pignone vicino.
Catena incrociata
Usare la corona grande con i pignoni grandi, o quella piccola con i piccoli. La catena lavora storta, struscia e dura meno.
Circonferenza di rotolamento
La distanza che la ruota percorre in un giro. È l'unico numero della ruota che entra nel calcolo delle marce.